di Barbara Ferrara

Se pensavate di conoscerlo, vi siete sbagliati. Carlo Cracco, sarà pure lo chef più corteggiato dalle donne, ma dietro il suo sguardo magnetico e il fascino da duro non c’è quell’uomo tutto d’un pezzo che “non deve chiedere mai”. Lo chef vicentino non è di poche parole, sorride volentieri e legge Maugham. Si è fatto da solo, e la sicurezza che ostenta è il frutto di anni di gavetta, non di un carattere borioso, senza contare che “questa storia del bel tenebroso è un’invenzione, non sono per niente un piacione”. 

Quarto figlio di una modesta famiglia di provincia, Cracco ammette di non aver avuto le idee chiare fin da piccolo, parte con l’idea di entrare in seminario e finisce all’alberghiero: “Nonostante avessi scelto la scuola, non sapevo quale sarebbe stato il mio futuro, col tempo ho capito cosa potevo fare. Il mio sogno era quello di andare a imparare il mestiere da un grande cuoco, l’altro, di aprire un ristorante tutto mio”. Il giudice di MasterChef non solo è riuscito nei suoi intenti, ma li ha superati e punta al rilancio.

E’ una star della televisione, il suo ristorante in via Victor Hugo vanta due stelle Michelin, 18.5/20 punti sulla guida dell’Espresso e due forchette del Gambero Rosso, vende libri di successo (è in libreria con “A qualcuno piace Cracco”, un viaggio attraverso la cucina regionale tricolore), a fine gennaio si prepara a inaugurare un nuovo locale sui navigli a Milano e per non farsi mancare niente, è pronto a ripartire al fianco di Bruno Barbieri e Joe Bastianich per la terza edizione del cooking show più seguito dagli italiani.

Come è nata questa sua passione per la cucina?
Da piccolo, con la fame (ride ndr). Diciamo che è nata molto prima rispetto a quando ho iniziato a lavorare. Quando ho scelto la scuola non sapevo ancora se quello sarebbe diventato il mio futuro.
C’è stato un momento in cui ha capito che avrebbe fatto strada, che ha sentito di essere “arrivato”?
No, quel momento deve ancora venire. Quando pensi di essere arrivato in realtà hai appena iniziato.
Qual è l’insegnamento che ha tratto dai suoi anni di gavetta?
Essere molto umili, cercare di apprendere il massimo da chi ti sta davanti, individuare un maestro attraverso il quale crescere e da lì lavorare sodo. L’esempio è la più alta forma di insegnamento.
Come è stato lavorare con Gualtiero Marchesi, lo chef italiano più noto nel mondo?
Per me è stato come realizzare un sogno: andare dal cuoco che ha fatto la rivoluzione in cucina e cercare di respirare tutto quello che c’era nell’aria. Attingere e nutrirmi.
A proposito di sogni, ne ha qualcuno nel cassetto?
Ne ho almeno una ventina, a fine gennaio sono pronto ad aprire un altro ristorante.
Può anticiparci qualcosa di più?
Si chiamerà “Segheria di Carlo e Camilla”. E’ un bellissimo posto sui navigli a Milano, una vecchia segheria che verrà trasformata. Faremo una cucina più accessibile, ma non per questo meno pregiata.
E’ recentemente uscito  “A qualcuno piace Cracco”, il suo libro sulla cucina regionale: ci ha preso gusto a scrivere o l’ha fatto cavalcando l’onda del successo di “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno”?
Credo fermamente in quello che faccio e voglio fare. “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” l’ho fatto come volevo io, è andato benissimo, c’è molta richiesta e ho voluto replicare, questa volta interpretando la cucina regionale: un viaggio affascinante attraverso l’Italia.
A propositi di libri, l’ultimo che ha letto?
“Open. La mia storia di Agassi Andre”, quando giocava lui per me era un mito e conoscerlo mi ha fatto un grande effetto. E’ veramente un bel personaggio.
Masterchef le ha regalato la popolarità, e lei è diventato il giudice più amato dalle donne, si diverte in questo ruolo o le pesa?
E’ tutta una invenzione, io faccio il mio lavoro, niente di più e poi non sono per niente piacione o accomodante.
Cosa consiglierebbe a chi si avvicina per la prima volta ai fornelli?
Prima cosa leggere e studiare molto, il passo successivo è andare a fare la spesa, superate queste due prove si può iniziare, senza dimenticare che la cucina deve essere un divertimento e non un lavoro.
Lei dice che non bisogna mai avere fretta tra i fuochi, nella vita però lei ama la velocità.
Mi piace correre in pista, mi piace molto l’adrenalina, il rombo del motore, il fatto di poter governare la potenza.
E’ vero che il suo hobby è dormire?
Il mio vero hobby è la televisione, molti la guardano, io la faccio. Mi diverto.
Bastianich ha conquistato sua moglie con un risotto ai funghi porcini, lei come ha conquistato la sua compagna Rosa?
Con un piccione.