di Linda Avolio


Domenica 1 dicembre andrà in onda il nono episodio della terza stagione di Strike Back – Senza regole, e l'appuntamento è come sempre su Sky Uno HD.
Manca davvero poco al gran finale, eppure più la Sezione 20 sembra avvicinarsi alle vere intenzioni del misterioso Al-Zuhari – e dunque più sembra che i nostri eroi abbiano finalmente messo insieme tutti i tasselli del puzzle –, più tutti i loro tentativi sembrano invece andare a vuoto.


L'ottavo episodio comincia dov'era finito il settimo. Stonebridge è nelle mani dei russi insieme all'hacker Andersson. I due, che si trovano legati nel retro di un furgone, non sanno ancora dove andranno a finire, ma tutto indica che non sarà un bel posto.

Anche Scott e l'agente Pirogova non se la passano molto bene: catturati dagli uomini di Ulyanov, pare che il loro destino non sia diverso da quello di di Mike e dello svedese, ma i due uniscono le forze (ovvio, sono legati insieme con delle manette!) e riescono a fuggire. Vengono però inseguiti dagli uomini del boss, e si salvano solo grazie all'arrivo tempestivo di Richmond e Martinez.

Scopriamo finalmente qual è il luogo segreto in cui sono stati trasportati Stonebridge e Andersson: si tratta di una struttura para-militare dalle parti di Drezna in cui vengono condotti esperimenti di biochimica. Il complesso è infatti una sorta di grosso laboratorio in cui gli scienziati di Ulyanov stanno sviluppando un nuovo virus del vaiolo da usare come arma chimica di distruzione di massa. E a farne le spese sono, per ora, i prigionieri de “L'orso”, che vengono usati come cavie.

Il povero Andersson viene subito legato a un lettino e gli viene iniettata una soluzione contenente il virus. Per lui non ci sarà più niente da fare. Le cose non vanno certo meglio a Mike: infettato dalla neurotossina, non è utile per le sperimentazioni, e viene spedito direttamente all'inceneritore.

Proprio davanti allo sportello del forno, però, un semi-cosciente Stonebridge raccoglie tutte le sue forze, uccide le guardie, e chiama la Sezione 20 per comunicare la sua posizione e la minaccia che potrebbe esplodere da un momento all'altro. Mike riesce inoltre a parlare con l'hacker – che gli rivela che le schede fantasma caricate nel database della NATO sono rintracciabili perché sono state taggate in un certo modo –, ma poi viene catturato.

Ulyanov arriva a Drezna per l'esecuzione di Stonebridge, colpevole di aver ucciso sui figlio nel primo episodio, ma i piani del boss stanno per andare all'aria, perché la Sezione 20, questa volta in compagnia delle forze di polizia russe, è pronta a fare irruzione.

Kamali, che ultimamente era rimasto in disparte anche a causa delle ferite riportate, entra nel complesso e continua a giocare la carta “sono un terrorista e sono l'uomo di fiducia di Al-Zuhari”, permettendo a Locke e agli agenti russi di entrare.
Nel caos che viene a crearsi, Ulyanov riesce a fuggire e  porta con sé Kamali (ormai senza alcuna copertura a proteggerlo) e una provetta contenente il virus del vaiolo modificato.

L'episodio si chiude con Stonebridge che viene trattato appena in tempo con l'antitossina, ma per uno che si salva, un altro morirà. Si tratta di Kamali. La Sezione 20 riceve infatti un video di una registrazione in cui si vede l'uomo giustiziato dai terroristi di Al-Zuhari. Le cose si mettono male, malissimo.


L'appuntamento con il nono episodio della terza stagione di Strike Back – Senza regole è per domenica 1 dicembre alle 22:40 su Sky Uno HD.