Datele l’elenco del telefono e ne farà una melodia. Quella di Giorgia Todrani è una delle voci più belle degli ultimi vent’anni e questa volta ha le canzoni per dimostrarlo. L’artista romana, da poco uscita con “Senza paura”, si mette in gioco in prima persona: un po’ perché è autrice di quasi tutte le canzoni e un po’ perché si è di nuovo affidata a Fabrizio Giannini. Quarantadue anni, un figlio di tre, Samuel, avuto dal musicista e ballerino Emanuel Lo, Giorgia si prepara a ribaltare di nuovo la sua vita e comincia questa rivoluzione raccontandosi a Uno in Musica: l’appuntamento è su Sky Uno sabato 30 novembre alle ore sabato 30 novembre alle ore 11.45 (replica domenica 1 dicembre alle ore 00.40). La abbiamo intervistata, per farci raccontare come vive questa stagione della sua esistenza.

Giorgia si ricomincia
Sono una procrastinatrice di natura e ogni volta che devo ripartire è una fatica.
Nulla stabilizza i suoi ritmi?
Solo i tempi di Samuel mi impongono ritmi ben precisi.
Suo figlio per altro si prepara ad affrontare il secondo tour.
Ha già fatto un po’ di date del “Dietro le apparenze tour” del 2012. Stavolta si riparte nel 2014. Ma cerco di evitargli le date con spostamenti notturni, quelle sono troppo impegnative per un bimbo come lui.
Essere mamma è artista è difficile?
Parecchio. Ma “Senza paura” segna un cambiamento radicale, su più piani.
Tipo?
In studio mi sono lasciata travolgere dall’istinto del momento: ho lavorato molto sull’emozione e meno sul canto.
Questo è il motivo per cui i testi delle canzoni sono più importanti?
Già in fase di scrittura ho avuto la sensazione che le liriche fossero superiori: ho pensato più a raccontare che alla melodia.
Si è molto esposta nei testi, non ha avuto paura a mostrarsi così…nuda?
Ho sempre avuto il pudore e il timone di trovarmi nuda sul palco. Stavolta ho spinto affinché le parole che non mi nascondessero!
Si sentono molto le chitarre.
Si notano di più perché nel precedente “Dietro le apparenze” erano ridotte al minimo.
E’ tra le poche che raccontare l’amore in modo originale.
Quando discutevamo sul titolo, uno dei più accreditati era l’amore al tempo della crisi.
Come è l’amore al tempo dei social?
L’essere umano tende a filtrare dunque la base è storicamente la medesima.
Cosa è l’amore?
Uno stato interiore fin dal momento della conquista.
Dove si annidano i problemi?
Si relativizza il rapporto di coppia. Finché va tutto bene ci si ama ai primi problemi non si ha la forza di reggere l’urto e vincerlo.
Come si raggiunge l’armonia degli affetti?
Sbattendoci il muso, affrontando ogni situazione col giusto metodo.
Due collaborazioni importanti nel disco. La prima con Alicia Keys in “I will pray – Pregherò”.
Un incontro indimenticabile, lei canta anche quando parla. Mi aspettavo una popstar e invece è una donna normale. E’ stato uno scambio tra musicisti.
Poi c’è Olly Murs in “Did I lose you”.
L’idea è venuta a Fabrizio Giannini. E’ stato divertente lavorare con lui, per la giovane età e per l’entusiasmo che trasmette. Mi ha portato indietro nel tempo. La canzone sarà anche nel suo disco: mi ha chiesto l’autorizzazione e quasi non ci credevo, gli ho dato il benestare con gioia.
“Oggi vendo tutto” è firmata da Ivano Fossati.
Lo abbiamo cercato noi, gli abbiamo chiesto una canzone. Lui non si è sbilanciato, ha detto che avrebbe visto se gli veniva qualcosa adatto a me. Ed è venuto! La ho ascoltata cantata da lui e mi ha subito affascinato. Ci sono dei versi che mi riguardano, è come avessi scritto io parlando di me.
Nessuna modifica?
Mi sono limitata ad accentuare le parti soul.
Le due canzoni in inglese preludono a un tour all’estero?
Potrebbe essere la mia ultima occasione per…espatriare.
Non esageriamo…
I 40 li ho passati, bisogna esserne consapevoli.
Almeno ci pensa?
Nonostante la mia indole da procrastinatrice…sì. Avessi vent’anni e la testa di oggi non ci penserei due volte. Ma l’America è qui.
In Italia?
Da noi la cura per il canto è unica. Ogni volta che scrivi in italiano è una sfida, in inglese è un po’ più semplice.
“Senza paura”: ma lei qualche paura ce l’ha?
Tante. Una delle più ricorrenti è essere sepolta viva. Poi attacchi di panico. Le paure fanno parte della natura umana.
Vanno esorcizzate, però.
Bisogna saper sdrammatizzare. Spero che ascoltando il disco emerga uno spirito che non ha paura.