di Linda Avolio


La terza stagione di Strike Back – Senza regole si sta avvicinando sempre di più al gran finale: l'appuntamento con l'ottavo episodio è per domenica 24 novembre alle 22:45 su Sky Uno HD, ma intanto ecco il riassunto del settimo, per non perdersi nulla.


Il cerchio si sta stringendo, e la Sezione 20 dovrà fare del suo meglio per fermare il piano del sempre più misterioso e impalpabile Al-Zuhari e dei suoi pericolosi alleati.

I nostri scoprono che McKenna e i suoi uomini non si erano intrufolati all'ambasciata per rubare dati segreti della NATO, ma per caricare nei server protetti dell'Organizzazione delle schede fantasma di un cospicuo numero di appartenenti a gruppi terroristici.
Il motivo è presto detto: grazie a tali schede, vere e proprie false identità ottimamente strutturate da un genio dell'informatica ancora sconosciuto, i terroristi saranno in grado di accedere alle basi e ai luoghi più importanti senza destare il minimo sospetto.

Il colonnello Locke capisce subito che se queste schede fantasma verranno compilate e attivate non ci sarà nulla da fare per fermare un potenziale pericolosissimo attacco. Fortunatamente, Richmond riesce a localizzare il luogo da cui proviene il segnale del computer da cui vengono inviati i dati di cui sono composte le schede: si tratta di una prigione russa chiamata “L'orso”.
C'è solo un piccolo problema: il posto appartiene a  Arkady Ulyanov, il super boss al comando della mafia russa. Lo stesso Ulyanov che vuole vendicarsi per la morte del figlio.

Richmond scopre inoltre che le schede fantasma sono riempite da un certo Erik Andersson, un abilissimo hacker svedese tenuto prigioniero e costretto a collaborare con i criminali, che lo ricattano: se non farà quanto gli viene chiesto, un gruppo di suoi amici e colleghi che è tenuto in ostaggio dagli uomini di Ulyanov verrà sterminato.

Scott e Stonebridge riescono a entrare nella prigione fingendosi detenuti e riescono a contattare Andersson, che però dice di non potersi rifiutare di collaborare, altrimenti a farne le spese saranno i suoi amici in mano ai russi. A quel punto c'è solo una cosa da fare: liberare gli ostaggi.
Martinez e Richmond riescono a trovarli e a liberarli, ma nel frattempo Andersson ha finito il suo lavoro, e le schede fantasma sono operative.

Brutta scoperta per Mike. I risultati dei test medici parlano chiaro: avvelenamento causato da una letale neurotossina usata per fabbricare armi chimiche. Stonebridge ha assolutamente bisogno di una cura, e subito.

Nel frattempo, il maggiore dell'FSB (il servizio di sicurezza federale russo) Nina Pirogova scopre che i nostri eroi si sono infiltrati nel carcere di Ulyanov fingendosi dei semplici detenuti. La donna raggiunge la prigione proprio nel momento in cui Scott e Stonebridge danno inizio a una sommossa. Pirogova, in realtà, non si trova lì per portare via i due della Sezione 20 per riscuotere una taglia: è lì per aiutarli a fuggire. Colpo di scena: è una dei numerosi alleati di Locke.

Stonebridge, Scott e la loro nuova alleata riesco a quasi a fuggire, ma prima devono liberare Andersson, che è stato caricato su una camionetta. Mike prova a liberarlo, ma viene scoperto e viene portato via insieme allo svedese. Dove non si sa.
Anche Scott e Pirogova vengono catturati dalle guardie della prigone: le cose si mettono davvero male.


L'appuntamento con l'ottavo episodio della terza stagione di Strike Back – Senza regole è per domenica 24 novembre alle 22:45 su Sky Uno HD.