di Marco Agustoni

Ieri sera a X Factor è stato un vero inferno. Del resto era già stato annunciato: il meccanismo dell'Hell Factor non perdona nessuno. A farne le spese sono stati ben due concorrenti, invece di uno solo, come avviene di solito. Al termine di due spareggi mozzafiato, a lasciare il talent condotto da Alessandro Cattelan sono stati Roberta, che si era faticosamente riguadagnata l'accesso a X Factor dopo essere stata la quarta scelta di Mika, e gli Street Clerks di Simona Ventura.

Per fortuna, non ci sono state solo eliminazioni, ma anche grandi ospiti. Sul palco abbiamo infatti visto esibirsi Luca Carboni assieme a Tiziano Ferro e il giovane cantautore britannico Tom Odell, che con il suo album d'esordio Long Way Down sta conquistando le classifiche di tutta Europa. Ne abbiamo parlato con lui prima della sua esibizione.

Cominciamo dal presente. Sei qui come ospite di X Factor Italia: tu avresti mai partecipato allo show da concorrente?
Penso di no. Sono sempre stato più portato per lo scrivere canzoni che per la performance in sé. Quindi probabilmente mi eliminerebbero alla prima puntata!

A proposito della scrittura, tu come lavori alle tue canzoni?
In questo sono molto vecchia maniera, scrivo canzoni su un blocco di carta. Anzi, su tanti blocchi di carta. Ne ho un mucchio, perché scrivo in continuazione. Avviene tutto in modo spontaneo, non mi siedo a tavolino. Infatti Long Way Down è una sorta di diario personale e ci tenevo che questo aspetto emergesse.

Per il video del singolo Another Love è stato girato un vero e proprio cortometraggio. Il cinema ti affascina?
Molto. E ho sempre amato il modo in cui cinema e musica si sposano. Infatti mi piacerebbe poter lavorare per un film e penso che ci siano buone possibilità che succeda.



Sei stato scoperto e scritturato da Lily Allen, una cantante che ha già una grande esperienza. Come l'hai incontrata?
È venuta a un mio concerto a Londra, alla fine è passata a salutarmi e ci siamo bevuti una birra assieme. Lei aveva appena fondato la sua etichetta. È stata la prima a credere in me, sono stato molto fortunato a incontrarla.

Invece avresti dovuto aprire il concerto dei Rolling Stones a Hyde Park, ma hai dovuto dare forfait: un bel rimpianto...
È stato un grandissimo onore essere invitato a suonare prima di loro. Purtroppo però sono stato poco bene e non mi sono potuto esibire. Ma piuttosto che suonare prima delle grandi star, preferisco condividere il palco con i miei pari. Lo trovo più stimolante.

A proposito di musicisti, quelli che ti hanno più segnato come artista?
Ce ne sono tanti... di sicuro Tom Waits, Elton John e gli Arcade Fire. Di recente invece ascolto moltissimo Anna Calvi e James Blake: ve li consiglio assolutamente!