Su Youtube, con i loro video buffi i gatti sono gli unici a tenere testa a Justin Bieber, in quanto a visualizzazioni. Ma non si tratta certo di una novità, perché sia il grande che il piccolo schermo si erano già accorti delle potenzialità feline già da parecchi decenni. L’ultimo esempio in tal senso è dato da Psycho Kitty, show in onda su Sky Uno in cui la celebre cat trainer Pam Johnson-Bennet rimette in riga i mici più incontrollabili. Ma ancor prima di essere dei divi della tv, i felini più amati dall’uomo sono già da tempo delle stelle del cinema: ecco come è nato l’amore tra i gatti e Hollywood.

Felix the Cat, patriarca di tutti i felini superstar, nasce come strip a fumetti nei primi anni ‘20 e in breve riscuote successo a livello internazionale in una serie di cartoon muti. Entrato in crisi con l’introduzione del sonoro al cinema e per l’agguerrita concorrenza di un feroce Topolino, il gatto creato da Pat Sullivan e Otto Messmer fa però un ritorno in grande stile a partire dagli anni ’50: da allora la sua fama non è mai tramontata. Il suo percorso dai comic al cinema verrà seguito, tempo dopo, dal pigro e goloso Garfield di Jim Davis, che in anni recenti è stato protagonista di due film d’animazione che hanno goduto di un certo successo al botteghino.

Negli anni in cui la Disney sfornava commedie per famiglie con protagonisti simpatici animali - ricordiamo, tra le altre, Tobia cane ladro e spia, Quattro bassotti per un danese e Un papero da un milione di dollari - i gatti hanno ovviamente avuto modo di dire la loro. In FBI Operazione Gatto, del 1965, Dean Jones (un vero e proprio veterano del genere, nonché pilota di Herbie in Un maggiolino tutto matto) è un agente dei servizi segreti che, nonostante sia allergico ai peli di gatto, si mette sulle tracce di un micio pestifero per risolvere un caso di sequestro e rapina. Ne Il gatto venuto dallo spazio del 1978, un alieno dalle forme incredibilmente feline precipita sul nostro pianeta a bordo di un disco volante e, con l’aiuto di alcuni umani, cerca di fare ritorno a casa.

Ne Il gatto milionario, del 1951, un micio fortunato viene scelto come unico erede da un eccentrico riccone. Alla pellicola partecipano numerosi felini, ma uno di loro, tale Orangey, diventerà una vera e propria star dieci anni più tardi in Colazione da Tiffany, nel ruolo del gatto (chiamato semplicemente “Gatto”) della splendida Audrey Hepburn/Holly Golightly. Simili premesse sono alla base del cartoon Disney Gli Aristogatti, nel quale è la gatta Duchessa a ricevere un’ingente eredità, su cui cercherà di mettere le grinfie un perfido maggiordomo.

I gatti non si tirano indietro davanti a niente, nemmeno alle luci rosse: lo ha dimostrato ampiamente Fritz il gatto, personaggio creato dal fumettista Robert Crumb, diventato protagonista di alcuni cartoon vietati ai minori di 18 anni. Chiedendo scusa ai vari felini cinematografici che abbiamo lasciato lungo il cammino senza citarli (come ad esempio i protagonisti della commedia Cani e gatti, in cui i due animali da compagnia per eccellenza si sfidano in una lotta all’ultimo pelo, o il film d'animazione Il gatto del rabbino di Joann Sfar), chiudiamo con Il gatto con gli stivali, spin-off di Shrek in cui il micio spadaccino che dà il titolo al film ha la voce nientemeno che di Antonio Banderas.

Se siete degli amanti dei gatti, non vi resta che ripassare tutti i film che vi abbiamo indicato e soprattutto seguire Psycho Kitty su Sky Uno.