di Fabrizio Basso

Ci sono 14 ragazze che si contendono un contratto da top model. Magari più di una ci riuscirà, ma solo una uscirà laureata da America’s Next Top Model 17, in programmazione su Sky Uno ogni giovedì alle ore 21.10 a partire dal 15 agosto. Per capire cosa succede dietro le quinte abbiamo intervistato Max Moretto, uno dei più ricercati make up artist & hair italiana. Ha lavorato, tra gli altri, per Pierre Cardin e Renato Balestra, Fujiko, Max Mara e Paola Frani fino alla Prestige Cosmetici. Ha plasmato, levigato, valorizzato, reso divine, anche qui tra le altre, Belen Rodriguez, Margareth Madé e Anna Valle. Trucco pure per John Galliano e Tony Hadley degli Spandau Ballet.

Max Moretto come nasce un make up da sfilata?

Incontro il cliente, mi descrive la collezione, gli faccio le proposte e poi procediamo.
Un lavoro omogeneo?
Non è più come negli anni Novanta quando la top model aveva il trucco personalizzato: su Linda Evangelista, Naomi, la Turlington e Yasmine, per citarne quattro, si faceva un lavoro ad personam. Oggi si omologa: la tendenza è averle tutte truccate e pettinate allo stesso modo.
Fine della top model?
Sono legate a una stagione di opulenza generale. Negli anni ’80 e ’90 la moda era ricchissima. La moda era lo star system.
Oggi?
Invertiti i ruoli: prima lo stilista era interessato all’immagine oggi alla vendita. La crisi si sente.
Ci fa un compendio di storia del make up & hair?
Negli anni Venti imperava la dark lady. Erano donne legate al cinema in bianco e nero, i nomi sono Greta Garbo e Marlene Dietrich. Occhi e bocca erano molto marcati. L’ambiguità prevaricava la sensualità.
Poi?
Arriviamo nei decenni Quaranta e Cinquanta. Dominano Rita Hayworth e Joan Crawford. Sono sex symbol con una femminilità esplosiva: serve un riscontro post bellico che faccia sognare. Le bocche diventano rosse e i capelli sono onde mosse.
Arriviamo a Cinquanta.
L’apoteosi del sex symbol con Marylin Monroe. E’ la stagione delle bionde.
Anni Sessanta.
Chiude l’epoca dei sex symbol e arriva la minigonna su un corpo senza seno, alla garcon. Capelli corti, vestitini con stivale al ginocchio. L’icona è Twiggy. Si va via da Los Angeles e Hollywood, la capitale diventa Londra. La bocca si fa pallida, un po’ di eyeliner: la mangiatrice di uomini diventa icona di stile.
Gli anni Settanta cambiano tante cose nel mondo.
La sensualità viene vissuta come trasgressione. La psichedeli porta voglia di colore, si genera una follia del colore. Dominano i verdi e gli azzurri, ci sono tante ciglia finte.
Poi arrivano gli Ottanta: cosa portano?
L’edonismo assoluto, i culto della bellezza, il binomio palestra-abbronzatura. Capelli gonfi, lustrini, paillettes, tanto fucsia e la ricerca della personalità: Cindy Lauper, Boy George e Madonna. I capelli sono biondo platino o nero-blu.
Ci avviciniamo al terzo millennio.
Prima abbiamo i Novanta con l’avvento di new age e buddismo. Le donne non sono più schiave dell’epoca ma ricercano il proprio stile: lo chic di Armani, lo street di DSquared e il richiamo ai Settanta di Gucci. Ci sono le ultime top model, tipo Kate Moss e Gisele Bundchen.
Poi arriviamo a oggi.
Tutte uguali e un po’ assenti.
E lei si annoia?
No perché ogni giorno è un mondo nuovo.
In televisione è diverso il suo lavoro?
E’ legato alla persona. Le conduttrici vogliono sempre lo stesso trucco, con sfumature minime perché cercano riconoscibilità.
Cosa è la moda?
Un foglio bianco.
L’importanza di America’s Next Top Model?
Tanta. Una volta le modelle erano lontane dalla realtà. Con la televisione arrivano nelle case e i genitori che prima vedevano il mondo della moda come un diavolo da esorcizzare ora assecondano il desierio delle figlie di provare a farne parte.
Chi vorrebbe avere tra le mani?
Il sogno e Madonna, farebbe molto curriculum. Credo che sia difficile da gestire. Anche Charlize Theron: mi piacciono le bellezze raffinate, il make up le plasma di più.
Meglio la bionda della mora?
La Cucinotta e la Bellucci sono desiderate ma non dettano moda perché sono poco modificabili.
L’ultima con la quale si è davvero divertito a lavorare?
Madalina Diana Ghenea: con i tacchi arriva a due metri, è uno splendore.