di Camilla Sernagiotto

Domani smetto.

Quante volte un tabagista l’ha giurato e spergiurato agli altri e soprattutto a se stesso, accendendo l’ennesima U.S. (l’Ultima Sigaretta di Zeno Cosini de La coscienza di Zeno).

Ebbene, se il protagonista del capolavoro di Italo Svevo avesse conosciuto Elena Di Cioccio, noi ora non avremmo tante delle meravigliose parti dedicate al tabagismo del suddetto libro.

A partire dal 20 maggio, infatti, arriva su Sky Uno Domani smetto, programma condotto dalla simpaticissima e ultra carismatica Elena Di Cioccio che seguirà in dieci puntate altrettanti fumatori intenzionati a smettere.
Dieci storie di dipendenza dal tabacco, dieci racconti che mostreranno cosa significa liberarsi dalla nicotina, dieci sfide che aiuteranno non solo i protagonisti ma anche il pubblico a guardarsi allo specchio e ammettere la propria innegabile debolezza.

Si tratta di uno degli show più attesi per innumerevoli motivi: tratta di un argomento molto attuale, è propedeutico e aiuterà i fumatori a smettere e gli ex fumatori a consolidare la loro ottima scelta, unirà divertimento e commozione, mostrandoci momenti esilaranti accanto a situazioni che porteranno inevitabilmente a riflettere…

Last but not least, Domani smetto è uno show televisivo originale e totalmente nuovo. Tra sigarette elettroniche, libri, eBook, applicazioni per Smartphone, ipnosi, App per iPad e chi più ne ha più ne metta, nessuno si era mai sognato di fare un programma del genere.
Nessuno tranne lei, la splendida Elena Di Cioccio, che con la sua simpatia e quello sguardo magnetico che ammalierebbe anche un cerbiatto ci ha raccontato tutto su Domani smetto, facendoci ridere a crepapelle con quel savoir-faire che solo lei riesce a sfoggiare.

Innanzitutto, mi sembra doveroso chiederti: sei mai stata una tabagista?
Certamente.

E come hai fatto a smettere?
Con il programma Domani smetto. Io faccio questo programma proprio perché ho smesso di fumare: conoscevo il team degli autori con cui stavo collaborando per altri progetti e mi hanno raccontato di questo show. Io gli ho promesso che, se mi avessero fatto smettere di fumare, l’avrei  condotto io, a qualunque costo. Se mi avessero fatto smettere, la contropartita sarebbe stata talmente alta che avrei accettato a qualunque budget. Ed effettivamente ce l’hanno fatta: sono riusciti a farmi smettere con tutta una serie di motivazioni e lanciando una vera e propria sfida. Uno smette di fumare se davvero ne ha voglia, non è vero che non ce la si fa per via della dipendenza dalla nicotina, perché già da quarantotto ore l’organismo si è disintossicato e la nicotina sparisce. Di fatto è quindi una questione psicologica e significa che sei un debole. Ecco: la parola “debole” mi ha fatto scattare la molla, così come le parole “sfida” e “dipendenza”. Quando ti fanno notare i meccanismi della dipendenza, ti fanno capire quanto questa sia assurda.

Dunque ci sarà anche una puntata che testimonia la tua disintossicazione dalla nicotina?
Ci abbiamo pensato, però poi abbiamo deciso di non farlo perché aveva più senso dare spazio ai protagonisti. Se un conduttore si mette sullo stesso piano del protagonista parlando di sé toglie inevitabilmente spazio a chi è lì per smettere di fumare. E noi non volevamo assolutamente che ciò accadesse.

Qual è stato il livello di partecipazione al programma?
Molto alto: abbiamo ricevuto tante richieste, dopodiché abbiamo scelto anche in base a limitazioni produttive e vagliando le varie storie, i personaggi eccetera. Ogni puntata segue un protagonista per l’intera giornata, dalle sette del mattino alle otto di sera. I fumatori stanno con noi per l’intero arco della giornata, sospendendo la loro attività di fumatore. Alla fine delle dodici ore, decideranno cosa fare.

E basta una sola giornata?
No, ci vorrebbe una settimana, ma già in una giornata vengono svelati parecchi meccanismi alla base della dipendenza, quelli che fanno scattare la molla per smettere del tutto. In pratica a ogni puntata mettiamo i protagonisti di fronte a questo: cosa sei disposto a fare per fumare. Poi gli autori hanno creato per ciascun fumatore una serie di prove idonee, ad esempio allo sportivo farà effetto scoprire di avere un fiato molto limitato: buttarlo in una piscina contro un signore di sessanta anni che lo batte lo distruggerà.

Tutti i dieci protagonisti hanno smesso di fumare?
No, non tutti.

Sono stati più i fallimenti o i successi?
I successi, assolutamente. E chi non ha smesso ha comunque ridotto drasticamente, passando alle sigarette di piacere ed eliminando quelle sigarette insensate di cui nemmeno si ha voglia.

Nel programma utilizzate anche metodi di fumo alternativi come le sigarette elettroniche?
No, nessun metodo di fumo alternativo.

Cosa ne pensi di questo boom di sigarette elettroniche?
Non mi convincono affatto. Innanzitutto come tutte le cose nuove non sai quali effetti avranno. Già abbiamo commesso lo stesso errore con il fumo, visto che negli anni Cinquanta fumare e bere alcolici in maniera sprovveduta era sinonimo di successo. Bisogna sempre fare una riflessione sui modelli proposti, in ogni campo. La parola equilibrio è perfetta sempre e comunque.

Se dovessi riassumere in una frase il programma, cosa diresti?
Tabagista=perdente. Questo è il senso. Con Domani smetto vogliamo far vedere a tutti che fumare è indice di debolezza, un qualcosa che ormai si è allontanato anni luce dall’essere sinonimo di successo.

Hai mai letto il famoso libro di Allen Carr È facile smettere di fumare se sai come farlo?
No, mai. Ho smesso solo una volta e solo grazie al programma.

Ripeterete l’esperimento?
Speriamo vivamente di sì. Visto che in televisione ormai si insegna la qualunque, da come tagliarsi le unghie dei piedi a come fare giardinaggio, perché non aiutare i telespettatori a fare qualcosa di davvero importante come dire addio alla sigaretta?