di Paolo Crespi

 

Il Giappone ama Edicola Fiore: dopo Junko, un’altra figlia del Sol Levante (nel senso di mattiniera) si affaccia su piazza dei Giuochi Delfini per ante-aprire la rassegna stampa del buonumore. E’ Hiromi e vanta una specialità: canta le canzoni italiane dei ruggenti anni ’60 tradotte nella lingua dei samurai, come dire “Tintarella di luna” e non capire nulla. Sarà per via del jazz groove? Sullo sfondo, intanto, si agita il finto Iglesias…

 

La puntata pre-weekend dell’Edicola inizia con il solito parterre di “anziani bio, allevati a terra e liberi di razzolare” e una serie di compleanni importanti da festeggiare, a partire da quello di Roma (Ruggiero & C. erano già lì, alla fondazione, “a sorvegliare in lavori in corso” della futura capitale), per continuare con quello della signora Fiorello (la moglie der conduttore) e culminare con quello della regina Elisabetta: 91 anni di età, di cui (“povero Carlo”) ben 65 sul trono d’Inghilterra. Per farle personalmente gli auguri, Fiore si fa passare al telefono Betty e si informa sull’andamento della festa reale che ha i Rolling Stones come “animatori” mentre Elton John presta servizio ai tavoli. Ruggiero gli strappa di mano il cellulare (tanto prima o poi il fustellato tornerà a “quello in bachelite, con una prolunga di 100 metri”, per evitare i rischi da radiazioni tornati alla ribalta dopo la sentenza di un giudice di Ivrea) e conversa amabilmente, in inglese, con la regina. Doppia sigla di ce(n)sura (quella con il meglio della settimana e quella doc di Jovanotti, poi l’Edicola celebra anche il 47° Hearth Day (“l’onomastico di noi terroni”) e la Giornata mondiale del libro, passando per la cover di “Parole parole” versione jap, con un inedito duetto di Hiromi-Mina & Fiorello-Alberto Lupo.

 

La buona notizia quotidiana è l’incontro al vertice fra i capelli di Gentiloni e quelli assai più vivaci di Trump, ma soprattutto il ritorno (sempre di venerdì) di Gabriele Muccino nell’iPad, collegato questa volta da Nairobi, dove sta per girare il natalizio “In groppa all’ippopotamo: scontro fra i bracconieri e Lillo & Greg”. Ilarità rap sulla balbuzie manifesta del regista losangelino (“sembri campionato” scherza Fiorello e lui sta perfettamente al gioco), poi si parla velocemente dei superpoteri tolti e ridati in un batter d’occhio al presidente dell’anticorruzione Raffaele Cantone (un che appena sente odore di mazzette “si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole”) e la linea passa al bar, dove Paola Turci è già al quinto caffè: per introdurre degnamente il super ospite musicale di oggi, il conduttore rispolvera un filmato d’archivio (Mediaset) del Festivalbar 2000, in cui un giovane Fiorello presentava (sbagliando canzone) il suo brano “Questioni di sguardi”: la riabilitazione oggi, in diretta dal Festival-bar dell’Edicola, con l’esibizione di Paola, rigorosamente in playback. La protagonista di “Secondo cuore” (album appena uscito e tour al via il 6 maggio da Todi) canterà live nella puntatona serale, ma ora è tempo di “Go Fast”, l’urlo cacciato dalle turiste americane alla vista di un topo nei dintorni di Castel Sant’Angelo. Pantomima con pantegana per il sorcio che rivendica pari dignità (“siamo tutti figli di Dio”), poi il Totti campionato stacca dalla regia sul bollino rosso dove Er Pompa, fantasista e divulgatore scientifico (“sei meglio di Piero Angela”), illustra al frescazzo gli augusti natali di Roma nel 753 a.C., prima di lasciare il microfono a Nadia Natali e al suo gruppo (chitarra, fisarmonica e contrabbasso) che stornellano in stile swing la “Vecchia Roma” der tempo bello che non c’è più.

 

La “ultima ora” è sulla quinta incoronazione dell’attrice Julia Roberts come “donna più bella del mondo”. Seconda classificata? “Meloccaro, il “metrosexual” dell’Edicola”. La news di politica interna è il proscioglimento di Berlusconi per il caso della compravendita dei senatori. Ora l’ex Cav. sogna la “remuntada” ed ecco il provvidenziale collegamento con Maria Elena Boschi-Germani: “Vorrei spezzare una lancia in favore di Silvio. Non solo perché quando eravamo al governo abbiamo collaborato (lui ci dava il programma, noi facevamo le fotocopie), ma anche perché sono stata invitata più volte a cena da lui, quelle cene ganze in cui si giocava…”. Risata liberatoria (“sto scherzando”) e battuta finale sullo staff di Renzi che ha diffuso i tweet sgrammaticati: “Riconosciamo l’errore e rimedieremo: appena Matteo sarà di nuovo premier, riformeremo la grammatica e tutto tornerà a posto…”. Buon weekend, sigla!