di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Quando si dice fare la gavetta...Jack Savoretti la ha fatta. Non ci sono scorciatoie nel suo percorso artistico, se oggi riempie luoghi culto della musica quale il London Hammersmith Apollo è per il suo genio musicale. L'ultimo album, Sleep No More, è un atto di coraggio: racconta l'amore nella nostra epoca, spiega come si trova l'equilibrio tra la necessità della maturità e la voglia di una passione che non conosca tramonto. L'album è dedicato a sua moglie, alla sua famiglia, a quello che hanno costruito. Jack Savoretti, londinese di nascita ma con sangue genovese nelle vene, è ospite della puntata odierna di E Poi c'è Cattelan, il late night show di Sky Uno in programma dal lunedì al venerdì in seconda serata.

Jack una vita spesa sugli aerei.
Abbastanza. Oggi sono a EPCC, venerdì 24 in concerto al Fabrique a Milano e domenica 26 al Teatro Carlo Felice di Genova. Poi riprendo subito un aereo e vado a Los Angeles, poi New York, poi Amsterdam per un Festival, poi in Inghilterra.
Una trottola.
Da poco mi hanno detto che ad aprile c'è una ipotesi Australia e in estate ci sono altri Festival.
Come sposa il lavoro con la famiglia?
Mia moglie ed io abbiamo la fortuna di poter guidare noi le nostre decisioni, di gestire la nostra vita. Per quanto mi riguarda cerco di non stare mai più di due settimane lontano da casa. Poi mi concedo lunghi periodi a casa.
Quasi un altro lavoro.
E’ un sacrificio da adulti, è doveroso trovare equilibri difficili. Forse la mia è la prima generazione dove hai opportunità di costruirti il tempo.
La vita in famiglia la canta in Sleep no more.
Si va dal non dormire perché ti diverti al non dormire da genitore.
Col successo la sua vita sarà cambiata parecchio.
C’è più gente che mi ascolta oggi, ma per me, personalmente, non è cambiata molto. Il succo è che c'è più gente interessata, i viaggi sono più lunghi e, per fortuna, le cose vanno bene.
Ha il materiale per un diario, di vita e di viaggio.
(Ride, ndr) Dovrei documentarmi di più con la scrittura e le foto, dovrei godermi di più certi momenti. Ma le assicuro che io e la band ci sforziamo in questo senso.
In che modo?
In ogni luogo dove suoniamo cerchiamo la chiesa più vicina per l’arte e la serenità che trasmette. Le cose più antiche della città di solito si sviluppano intorno al Duomo e noi lì aspiriamo sempre ad andare.
Torna ad EPCC.
E' la seconda volta, la prima volta da quando è diventato quotidiano, anzi chapeaux ad Alessandro Cattelan per la scelta di mettersi in gioco ogni giorno, credo che se c'è uno che può permetterselo è lui.
All'estero i late night show quotidiani esistono da decenni.
Ho tante domande che cercano risposta sul perché in Italia tante cose sono rimaste uguali nel tempo, soprattutto la televisione. Io Cattelan lo ho ringraziato personalmente e anche da artista, il suo è uno show contemporaneo, esprime chi sei: in altri show sono gli autori che ti guidano, qui sai che sei te stesso.
Quale è la marcia in più di EPCC?
E' molto genuino e attira un pubblico giovane.
Apre molto alla musica.
A proposito di Italia ferma. Mancano i locali dove suonare. Se non ci fossero stati piccoli club a Londra non so oggi che farei. In Italia agli inizi suonavamo in pizzerie e osterie, i soli che ci ospitavano. In due anni siamo arrivati al Fabrique e al Carlo Felice. Ciò significa che la richiesta c’è…mi fermo qui se no entriamo in discorsi politici che andrebbero per le lunghe.
Le donne la considerano un sex symbol: ci si vede? Sua moglie che dice?
La prima che ci ride sopra è mia moglie. Io quando sono triste guardo vecchie cose e mi dico che figata che ho fatto e alzo l'autostima. Ma alla fine sono una persona normale.