di Fabrizio Basso

Portata dal vento, o forse da un sogno, Patty Pravo entra nello studio di E poi c'è Cattelan, il late night show di sky Uno in onda ogni giovedì alle ore 22.10. E' un anno speciale, questo 2016, per Nicoletta Strambelli: cinquant'anni fa cantava per la prima volta Ragazzo Triste e si affacciava nell'immaginario una bellezza sfolgorante che è diventata la Ragazza del Piper. Ancora oggi è di una bellezza che stordisce, con le chiome bionde michelangiolesche, lo sguardo fermo e ipnotizzante, una voce che accarezza ruvida come la sabbia nel costume. La abbiamo intervistata.

Buongiorno Nicoletta, come sta?
Un po' stanca ma bene. Mi preparo a partecipare a E poi c'è Cattelan.
Non può essere stanca: Alessandro la testerà in ambiti non suoi e poi il tour è prossimo.
Non vedo l'ora di affrontare entrambe le sfide ma le assicuro che fare concerti spolvera la stanchezza, è tutta salute, è vita.
In Eccomi si circonda di tanti autori.
Ho avuto la fortuna di poter scegliere tra tante proposte.
Ci spiega qualche scelta?
Giuliano ha scritto A parte te per il mio compleanno. E' la storie di un amore e del cammino verso una nuovo vita.
Poi c'è Zibba con Qualche cosa di diverso.
Lui è un amore e il suo è uno dei brani che più amo. E' venuto a trovarmi, siamo stati venti minuti a chiacchierare sul divano poi lui se ne è andato e dopo due ore mi ha inviato il testo. Ha una grande sensibilità leggendolo vedevo me stessa. Quando ci sentiamo al telefono ci chiamiamo...divano!
Rachele Bastreghi?
Bravissima anche lei, Ci rivedremo poi naviga tra un curioso disincanto e invidiabile leggerezza.
Nuvole è una ballad come non se ne sentivano da tempo.
Pensi che è nata per caso. Mi si è rotto il mixer, lo ho portato a riparare e c'era questo ragazzo Giangi Skip che mi ha fatto ascoltare alcune sue cose. Nuvole mi è subito piaciuta, bisogna sapere affidarsi al caso.
La trasparenza, la purezza con cui racconta l'uomo in Un Uomo Semplice sono straordinarie.
C'è lo zampino di una ragazza di 25 anni Francesca Xefteris. E' un pezzo vivo.
Ma è vero che è partita da un patrimonio di settecento canzoni per arrivare a dodici?
Il numero era quello ma non le ho ascoltate tutte per intero. Quando non mi convincevano passavo alla successiva.
Sarà difficile fare la scaletta del tour col repertorio che ha.
Non è facile ma neanche impossobile: ci saranno circa sei canzoni di Eccomi, le hit che non posso non fare altrimenti mi menano e poi qualche sorpresa, canzoni mai fatte o che non eseguo live da tanto tempo.
Una anticipazione?
Dove andranno i nostri fiori: fa parte di Tanto, album del 1976 prodotto da Vangelis. Mi è capitato di riascoltarla e mi ha dato tanti brividi: parla di guerra e in questo momento storico è attualissima.
Il suo Ragazzo triste compie cinquant'anni: è del 1966. Come è oggi quel ragazzo?
E' sempre lo stesso, è regolare. E' uno che se ne frega sempre.
Pronta per EPCC?
Sono curiosa e pronta. Ho incontrato Alessandro a un evento e ci siamo salutati. Ora sono curioso di conoscerlo meglio e di fare le cose divertenti che mi proporrà.
Dovrà anche cantare una strofa in un altra lingua, accompagnata dagli Street Clerks, la resident band di EPCC.
Lo so ma lasciamo che sia una sorpresa. Comunque quei ragazzi sono bravissimi.
Perché Eccomi? Lei, per fortuna, c'è sempre stata...
Grazie! Credevo di uscire col disco tre mesi prima e dunque quando è finita l'attesa, la prima cosa che ho pensato è: eccomi!