L'attrice sarda sarà ospite del gran finale di stagione di E poi c'è Cattelan. Con Ale, accompagnata dalle note degli Street Clerks chiude in bellezza questa seconda entusiasmante stagione, e con l'ironia di sempre torna a conquistare il pubblico di EPCC. Nell'attesa di vederla in azione da Cattelan per cui si augura di essere "una felice compagna di viaggio", e su Sky Cinema nel film Un fidanzato per mia moglie, la abbiamo intervistata.

Camilla, il personaggio che interpreta in Un fidanzato per mia moglie, lascia la sua Sardegna, non si ambienta a Milano e si lamenta ogni giorno, le ricorda qualcuno?
Non mi ricorda affatto me. Io mi sono trasferita a Milano, lasciando una fetta del mio cuore in Sardegna, e amo questa città, potrei rispecchiare Camilla nel suo aspetto petulante che è una caratteristica un po’ femminile.

Quindi lei è una che si lamenta?

Le mie non le chiamerei lamentale, ma osservazioni, sono una donna che osserva molto.

Con che regista italiano le piacerebbe lavorare?

Sono tanti, Virzi, Sorrentino, Moretti, Soldini…

Straniero?

Quentin Tarantino.

Un attore con cui le piacerebbe recitare?

Se non fosse morto, Elvis Presley, viventi Robert Downey Jr.

So che quando abitava sopra il Teatro Parenti e dalla sua camera sentiva gli applausi si diceva che un giorno quegli applausi sarebbero stati per lei.  Una profezia che si autoavvera.

Può sembrare un afflato di mitomania, in realtà lo dicevo, lo speravo e poi è successo. Il destino è una porta che si apre dall’interno, se fossi rimasta in Sardegna non sarebbe accaduto.

Grazie a cosa pensa di avercela fatta?

Non penso mai di avercela fatta, ce la sto facendo piano piano, ogni giorno, e questo mi aiuta a pensare di essere in movimento verso una direzione che non ho deciso. Vedo più strada davanti che dietro.

Ci sono stati momenti in cui si è abbattuta tanto da pensare di non farcela?

Mai. Ho passato momenti difficili, ma non ho mai pensato di non superarli.

La qualità che ammira di più in una persona?
L’ironia, anche perché chi è ironico è solitamente intelligente colto e sensibile, e sagace.

Tre aggettivi che descrivano Cattelan?

Talentuoso, sorridente e accogliente.

Un sogno nel cassetto Geppi ce l’ha?

Essere alla serata degli Oscar, magari condurla, è più probabile che riesca ad esserci a vendere pop corn, ma sognare mi piace.