Tre sold out all’Alcatraz di Milano, altri quattro in arrivo, un tour estivo ragionato che colleziona il tutto esaurito.
Il disco Il bello d’essere brutti è coloro platino, in classifica da gennaio, e ha sedotto genitori e figli.

J-Ax è ospite della puntata di E poi c’è Cattelan, in programma su Sky Uno Giovedì 26 marzo alle ore 22.50. Lo abbiamo intervistato.

J-Ax reduce di tre sold out all’Alcatraz: non è da tutti.
Sono rimasto stupito anche io, è vero che sono abituato ai sold out ma erano anni che non mi capitava un filotto simile.

Il motivo, secondo lei?
Il successo del disco e la credibilità live.

E lei non c’entra?
Credo di essere un’attrazione. In poco tempo questo tour si è trasformato in una specie di evento e ora voglio fare una serata speciale a Milano.

Le resta il Forum di Assago.
Troveremo una data per settembre; non voglio fare il Forum, non mi ci sono mai trovato.

Che alternativa propone?
C’è il Carroponte a Sesto san Giovanni che è molto bello. Se dovessi fare il Forum ci vorrà un palco solo per me, per quell’occasione.

Rappa, fa televisione, è credibile: si sente il prototipo del rapper 2.0?
Il pop che metto nella mia musica è mainstream e non snaturo il mio messaggio di base, la gente lo ha capito: non è importante essere d’accordo con me ma di me piacciono il pensiero critico e la tolleranza. Essere popolare mi ha aiutato essere apprezzato.

Però non può andare con calma al cinema, una sera.
Le confesso che mi piacciono i film in lingua originale, soprattutto d’azione ma in Italia sono rari.

In italiano rinuncia?
Vado a vederli ma non è la stessa cosa. Mi reco negli States due volte l’anno e là vado spesso al cinema.

Resta il fatto che in Italia può far poco di normale.
Non è vero, basta saper cogliere il momento.

Ovvero?
L’inverno mi aiuta molto, prendo la metro, metto sciarpa e cappello, mi copro tutta la faccia e nessuno mi riconosce. Spio le conversazioni degli altri, sono fonte d’ispirazione per le mie canzoni.

E’ in arrivo un nuovo video.
Ho girato Sopra la media a New York, è un mini-film di otto minuti. C’è anche un cameo di Robert Davi, protagonista del film Goonies, il mio preferito.

Mai pensato di traslocare a New York?
Ci ho anche vissuto. Conosco bene gli Usa, mia moglie è americana e dunque là ho una parte della mia famiglia. Ma voglia di trasferirmi no: il mio mondo è qui, andare là è abbandonare quello che ho costruito e darla vinta a qualcuno.

Che effetto fa sentire centinaia, migliaia di persone che invocano “J-Ax uno di noi”?
Mi fa molto onore, è la percezione che quello che ho fatto ha avuto il suo scopo, che ho trovato persone che si sono fidate di me.

Le piace E poi c’è Cattelan?
Cattelan fa la televisione come mi piace, il suo show è la versione low budget del David Letterman Show. Va sostenuto, spero che Sky ci investa sempre di più, dipende molto dalle risorse il successo di un late night show.

Che farà nei prossimi mesi?
Farò televisione e concerti fino, spero, al Carroponte. Poi avrei un altro progetto per il piccolo schermo.

Quante cose fa!
Sono pieno di idee.

Non è mai stanco? Non ha mai voglia di staccare?
Essere stanco di un lavoro come il mio è peccare di superbia!