Tornata tra la gente dopo cinque anni di assenza, una maternità e avere sbrigato "cose di famigghia", Carmen Consoli pubblica l'album L’abitudine di tornare e si prepara per "affrontare" Alessandro Cattelan nel late night show in onda giovedì 5 marzo, alle 23.10, su Sky Uno. L'altra ospite sarà la travolgente Mara Maionchi
Abbiamo intervistata Carmen Consoli in anteprima.

Bentornata Carmen.
Grazie, sono passati solo cinque anni.
Che mamma è?
Artistica e creativa. Inizialmente mi ha allontanato dall'impegno dell’artista, ma ora mi riprendo il mio lavoro senza rinunciare al ruolo di madre.
E' stata accolta con entusiasmo.
Sono rimasta sorpresa dal riscontro che ha avuto il disco, sono felice che sia stato apprezzato ma la mia vita non è cambiata, continuo a divertirmi.
Cosa racconta ne L’abitudine di tornare?
Oltre un lustro di pensieri e riflessioni.
Con Elettra si muoveva tra più personalità, ora alza l'asticella ulteriormente.
Per molto tempo sono stata in tuta da ginnastica, e così mi guardavo davanti allo specchio, ora lascio spazio ad altre personalità. Lavoro se qualcosa mi spinge, seguo il mio cuore e non le urgenze creative. Ho sempre detto che se non avessi avuto ispirazione mi sarei ritirata.
Ascoltando Oceani deserti e Questa piccola magia, che richiama la sua maternità, emerge la sua idea di felicità.
Può e deve arrivare in questa vita e bisogna cogliere l’opportunità di essere felici ogni giorno.
Molte canzoni sono dedicate all’universo femminile.
Non si possono negare né il femminicidio né il PIL e neanche le barche che scaricano migranti.
E' un disco pessimista?
No, più semplicemente ci sono realtà che sono innegabili. Ho avuto buoni genitori e cercherò di andare avanti riproponendo il loro modello. Sono un'educatrice severa, ma serena.
In Ottobre canta un amore tra donne...
E' un pretesto per rivendicare la libertà di scegliere e spingere l'Italia ad aprirsi: c'è chi si batte, ma siamo ancora indietro.
Invece dedica alla sua Palermo Esercito silente.
E’ una canzone arrabbiata, ma che custodisce una dichiarazione d’amore per tutta la gente che non si arrende all'omertà e alla mafia.
Prova rabbia per Palermo?
Solo un po’ di dispiacere. E’ la mia casa, la Sicilia. Come disse qualcuno amare la Sicilia è come amare una prostituta, ti tradirà spesso, ma la amerai sempre.
Quanto conta la voce nel suo lavoro?
Il cinquanta per cento.
Le sue radici musicali?
Varie, da Carlos Jobin a Janis Joplin, da Carole King a Jimi Hendrix.
In Italia?
Tiziano Ferro, Max Gazzè, Jovanotti e Cesare Cremonini che scrive canzoni bellissime. Guardando al passato vorrei duettare con Tony Renis e vorrei cantare Brava gente di Nino D’Angelo: troppo facile rubare ai cantautori.
Cosa le piace di un disco?
Tutto quello che si può odorare a partire dalla carta: ho ancora nostalgia per gli LP di Smiths e Pixies acquistati a quattordicimila lire.
Tour?
Ci saranno delle piccolo sorprese, voglio motivare i giovani: hanno un entusiasmo incredibile. De L’abitudine di tornare ci saranno almeno sei canzoni. I brani che scelgo per le dieci date teatrali saranno più acustici, in estate mi presenterò più rock.
Ha in formazione due donne: Fiamma Cardani alla batteria e Luciana Luccini al basso.
Base ritmica da donne…di solito basso e batteria sono delegati agli uomini, spostato il senso ritmico.
E a E poi c'è Cattelan che farà?
Mi divertirò.
Ok, ma musicalmente?
Ci divertiremo con una versione particolare di qualche mia vecchia canzone, l’arrangiamento lo faranno gli Street Clerks che sono molto molto bravi.
Le piace E poi c'è Cattelan?
E' uno dei pochi programmi belli e intelligenti che fuggono dai luoghi comuni con l’ironia. E' molto delicato.
Insomma si divertirà.
Mi devo divertire, è un dovere. Il mio lavoro è bello ma le cose vanno comunque fatte con divertimento sennò sto a casa a preparare le pappette.