di Fabrizio Basso

E’ arrivato dopo tanti e avrà un dopo. Debutta su Sky Uno “E poi c’è Cattelan”, il talk show condotto da Alessandro Cattelan che si preannuncia come uno spartiacque: c’è stato un prima e ci sarà un dopo ma entrambi i concetti temporali non potranno prescindere da questa nuova produzione Sky in programma, per sette settimane, ogni giovedì alle ore 23 a partire dal 27 marzo. Il vice presidente di Sky Andrea Scrosati ha precisato che “E poi c’è Cattelan”è “la sintesi del nostro impegno negli ultimi tre anni: dire che è l’ennesima produzione di Sky era impensabile tre anni fa. Ricordo che a segnare un’epoca e un orario fu “Quelli della notte” di Renzo Arbore: queste idee non devono fare ascolti pazzeschi ma generano dibatti e discussioni. Se c’è qualcuno che lo può fare è Cattelan”. E Nils Hartman, responsabile delle produzioni originali Sky, ha aggiunto che “da quando lavoro a Sky sono venuti in tanti a proporre un late night show alla Letterman. Questo non c’entra niente col David Letterman Show e neanche con i suoi nipoti. Li abbiamo visti quegli show, non potevamo non farlo, ma questo non è una scimmiottatura, è l’inizio di un percorso". Ospiti della puntata d’esordio Ambra Angiolini, Edoardo Leo e Javier Zanetti. E poi c’è un prezioso contributo di Sergio Castellitto. Prossimamente arriveranno, tra gli altri, Federica Pellegrini ed Emma Marrone. La parte musicale è affidata agli eclettici Street Clerks. Ma cosa ci attende lasciamo che ce lo racconti Alessandro Cattelan.

Cattelan come vive il debutto?
Con entusiastico stupore, è quello che ho sempre voluto fare da 13 anni a questa parte. Ho sempre provato a convincere tutti ma nessuno ha mai accettato.
A Sky è andata diversamente.
E non posso che essere grato. Ho studiato tutti i talk show e i late night show, potrei partecipare, se ancora ci fosse, a TeleMike con la materia storia dei talk show. Ho approfondito cosa mi piaceva di più o di meno ed è stato propedeutico per questa occasione.
Il clima in studio?
Bella l’atmosfera, bello il pubblico e gli ospiti che si sono divertiti. I talk show divertenti in Italia vengono spesso etichettati come irriverenti: a me non interessa né fare agguati né estorcere frasi che fanno titolo.
Che vuol fare?
Giocare, cercare lo spirito infantile. Vogliamo divertirci in maniera leggera.
Come approccia gli ospiti?
Intanto osserviamo cosa fa non cosa dice, il tentativo è creare delle performance. La sola occasione per essere unici è fargli fare qualcosa di unico. E’ tutto condiviso, non ci sono trabocchetti: sono nostri amici, non sono lì per essere torchiati.
E’ stato definito una rivoluzione.
Più che una rivoluzione è una nuova strada: quella del fare, del divertimento leggero.
Perché non una striscia quotidiana?
Questo è un primo tentativo, poi gli daremo corpo e, se non quotidiano, almeno proveremo a strutturarlo trisettimanale. Non è facile: puoi avere belle idee ma se non c’è la disponibilità degli ospiti, anche solo di venire un giorno prima a provare, le intuizioni rischiano di spegnersi.
E’ entuasiasta.
Io vorrei fare questo ogni giorno per tutta la carriera.
Ma ce ne sono tanti.
Vero, ma le piccole differenze le fa chi conduce.
Il titolo col suo nome può sembrare pretenzioso.
Sono sempre stato un arrogante…
Non si direbbe.
Scherzo…c’è il “poi” che lascia capire che ci sono stati tanti prima di me.
Comunque è un titolo accattivante e riconoscibile.
Meglio essere chiari da subito. Abbiamo una coscienza così pulita che non abbiamo mai pensato potesse apparire arrogante. E’ un programma che non ha una storia né un riferimento, invito persone che mi sono vicine per gusti, ma ciò non toglie che ci sia spazio per tutti.
La accompagnano, musicalmente, gli Street Clerks.
Sono la punteggiatura in note del programma.
Cosa le resta di X Factor?
Sono tutti programmi che ti devi guadagnare, forse hanno fatto bene a dirmi no in passato per un talk show. X Factor mi ha fatto conquistare fiducia. Con alcuni ospiti contattati non ci conoscevamo: ebbene vengono perché sono fan del talent, mi ha dato una credibilità che mi ha permesso di conquistare…credibilità.
Avrà ospiti internazionali?
Magari. La questione, come il Letterman Show insegna, non è tanto avere i grossi nomi ma saperli gestire.