Per l'ottava puntata di “4 Ristoranti”, Alessandro Borghese è volato a Barcellona, alla ricerca del miglior ristorante di tapas all'italiana. E tra chi propone i piatti nostrani serviti secondo le modalità spagnole, la concorrenza non manca: c'è Maurizio De Vei, veneziano e chiassoso titolare del ristorante “Bacaro”, Nicoletta Acerbi, che nel suo “Due Spaghi” fonde tradizione italiana e catalana, Diego Martone, che ha portato un po' di Napoli e d'Italia nel “Blau” e Giorgio Tuccelli, che al “Laz Laz” punta su una raffinata cucina di pesce.


4 Ristoranti e la sfida all'ultima tapas

A pochi metri dalla Rambla e dal mercato de La Boqueria si comincia dal “Bacaro” di Maurizio De Vei, che decanta i suoi “prodotti eccezionali” e ha le idee chiare: “Cicchetti o tapas, italiano o spagnolo... è tutta la stessa cosa”. La location piace a quasi tutti gli sfidanti e il servizio esuberante di Maurizio li mette a loro agio. Sul primo giro di tapas, però, Giorgio prova l'attacco frontale: “La testa è di gambero rosso, ma il corpo probabilmente di gambero argentino surgelato”. In cucina negano, ma il ristoratore non è convinto. Nel complesso comunque il menù riscuote consensi e le critiche sono circoscritte, tanto che nella brigata di Maurizio monta l'entusiasmo: “Vogliamo vincere questi 5mila euro e ce li spendiamo tutti a L'Avana”, afferma il ristoratore in uno slancio di euforia. E se il conto per Giorgio è un po' alto, lo show di Maurizio in sala regala voti positivi al suo servizio: 76 punti in totale, senza il giudizio di Borghese.

Si resta nel quartiere di “El Raval” per fare visita al “Due Spaghi” di Nicoletta e del suo compagno Toni. Il mix Italia-Catalogna si vede sia nella location che nel menù: idea originale, anche se i commensali fanno degli appunti su carpaccio di pesce e crocchette di polenta taragna. Anche Borghese sta a guardare il capello, nel senso che ne trova uno proprio dentro la sua tapa. Va meglio con il secondo giro: l'abbinamento cipolla e burrata piace a tutti, mentre Maurizio ha ancora da ridire sui grissini di verdura al forno con pancetta. “Lui è un po'... cabrón” commenta Toni in cucina, mentre Nicoletta sceglie un epiteto italiano (non ripetibile) per descriverlo. Dolci e conto ok, i voti sono molto alti: grazie anche a un 10 al menù dell'ammirato Diego, Nicoletta totalizza 77 punti e schizza in testa alla classifica.

La sfida si sposta nel quartiere della Ribera, un dedalo di vie antiche e caratteristiche. L'ambiente del “Blau” di Diego però non scalda il cuore dei commensali: “Atmosfera confusionaria” sentenzia Nicoletta; “Sembra un bar, e pure tenuto male”, critica Giorgio. Diego prova a risollevare le sue sorti con i cavalli di battaglia della cucina italiana, tra polpette al sugo, parmigiana di melanzane e lasagne. Ma è una strada in salita: i piatti sono giudicati pesanti, i prodotti di bassa qualità: “Mi hanno chiesto se il prosciutto era di spalla e da dove arrivasse il provolone. Ora vorranno sapere anche se i funghi li ho coltivati io sul balcone”. Se il menù spartano non piace, il servizio è anche peggio, con i ristoratori inorriditi quando Diego osa chiedere se deve cambiare i piatti o meno. I giudizi a fine pasto sono lapidari e la più avvelenata è Nicoletta: “Al menù ho dato 3 perché sono stata buona. Dopo questa cena mi servirà una tisana”. 52 i punti totali per Diego, tagliato fuori in partenza dalla corsa per la vittoria.

Da Giorgio al “Laz Laz” i commensali mangiano a pochi metri dalla Sagrada Familia, ma l'ingresso non è in linea con le aspettative: “Sembra l'insegna di una discoteca”, ironizza Maurizio, “Arredamento un po' cheap e locale un po' pacchiano”, punge Nicoletta. Borghese, nel frattempo, trova un bel po' di grasso e di sporco in cucina, tanto per peggiorare la situazione di Giorgio. Il menù è raffinato, con piatti di crudité e pesce fresco: la qualità non si discute, gli accostamenti di sapori e i metodi di cottura sì. Molto male la carne: sulla lista delle tapas c'è confusione linguistica tra bue e manzo (“Un errore grafico”, si scusa Giorgio) e la tartare per Diego è un disastro. Apriti cielo quando arrivano poi i piatti di pasta, che per i commensali non sono assolutamente classificabili come tapas, ma piuttosto come primi. “La prossima volta gli mando solo l'odore...” commenta sarcastico Giorgio. Il servizio non sfigura, ma il conto di 113 euro è giudicato troppo basso: “Mi sono sentito preso in giro”, lamenta Diego. Il “Laz Laz” totalizza 65 punti e a Giorgio servirebbe una complicata remuntada per vincere.


4 Ristoranti, per festeggiare si vola a Cuba

Al momento del consueto rendez-vous finale tutti i nodi vengono al pettine: “Alza i prezzi o non ce la farai” dice Diego a Giorgio, prima di incassare le critiche gastronomiche di Maurizio (che ha dato 3 al suo menù): “Il pesto non va cotto perché l'olio si separa” e quelle di Nicoletta: “I tuoi primi erano davvero troppo pesanti”. Solo applausi, invece, quando viene svelato il 10 dato da Diego alla ristoratrice, che forse in cuor suo si sarà pentita di essere stata impietosa con lui. Di sicuro, la sua durezza nei commenti non le ha portato fortuna: all'arrivo del van, infatti, arriva anche la sorpresa. I voti di Borghese hanno ribaltato la classifica: il “Bacaro” di Maurizio vola al primo posto e davanti al locale scatta la festa. Il titolare festeggia aprendo con il coltello una bottiglia di champagne e la brigata di cucina lo segue a ruota cantando e ballando: se ogni promessa è debito, hanno tutti in tasca un biglietto per Cuba.