di Camilla Sernagiotto

 

Giovanissima ma dotata di una tenacia e di una saggezza che solitamente si addicono a chi ha collezionato parecchie Primavere, Federica Muriana è la vincitrice della puntata dedicata alla Sicilia di 4 Ristoranti – Estate.

 

Ventiquattro anni e non sentirli, o meglio: ventiquattro anni eppure sentirsi una donna matura, capace e responsabile al punto di essere la titolare di un ristorante che da generazioni va a gonfie vele.

Si tratta dell’Osteria dei Sapori Perduti, un locale-museo in quel di Modica che appartiene alla famiglia Muriana da anni e che nelle mani esperte della giovane Federica si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento consegnato da Alessandro Borghese in persona.

 

Il Menù, la location, l’atmosfera e tutto il contorno (sia dentro che fuor di metafora ossia sia dentro che fuori dal piatto) hanno assicurato a questa deliziosa Osteria siciliana lo scettro della puntata più ghiotta e golosa che ci sia.

 

Abbiamo incontrato Federica Muriana per chiederle com’è stato partecipare, gareggiare e, dulcis in fundo, vincere questa competizione che fa gola a tanti ristoratori, buongustai e spettatori di bocca buona.

Ecco cosa ci ha raccontato Federica, con quella freschezza e genuinità che caratterizza ciascuno dei piatti che la lista del suo ristorante propone ogni giorno.

 

 

Ci racconti di quando è stata chiamata a partecipare al programma.

Ho ricevuto la chiamata all’inizio di Gennaio; ero decisamente incredula di essere stata contattata dalla produzione di 4 Ristoranti. Non conoscevo molto bene il programma perché con questo lavoro non ho la possibilità di seguirlo in prima visione ma nonostante tutto l’idea mi ha entusiasmata e mi sono messa a loro completa disposizione.

 

Com’è stato vincere il titolo di Miglior Ristorante della Sicilia?

Ancora oggi non ho realizzato di aver vinto il titolo di “Miglior Ristorante della Sicilia”, dovrò prenderci l’abitudine! Ma se per un attimo rifletto su queste parole non posso non provare una forte soddisfazione e un immenso orgoglio per il lavoro che io e la mia famiglia  svolgiamo ogni giorno con rinnovata passione.

 

Ci presenti il suo ristorante partendo dal nome: Osteria dei Sapori perduti.

Il nome del ristorante è nato dall’idea di far rivivere i sapori della nostra antica tradizione e rappresentarli. La nostra Location si presenta come un museo che raccoglie un numero non indifferente di oggetti che identificano la nostra storia.

 

Qual è il vostro piatto forte?

Tutti i nostri piatti hanno un’identità ben precisa e definita, fra tutti mi sento di dare il giusto rilievo alla cosiddetta “Pasta cco Maccu”: questo piatto ha come ingrediente principe la fava cottoia modicana che rappresenta il presidio slow food della mia città.

 

Definirebbe il vostro stile culinario semplice oppure elaborato?

Decisamente semplice, stiamo parlando dei piatti della nonna riproposti da mia mamma rispettando la semplice tradizione che ci rappresenta.

 

Quale atmosfera sprigiona il suo locale?

L’atmosfera che si respira nel mio locale è indubbiamente familiare. Voglio che i miei clienti si sentino a loro agio come se fossero a casa loro.

 

La vostra cucina è a chilometro zero?

Certamente sì. Le materie prime che utilizzo sono fornite da produttori assolutamente locali che coltivano personalmente buona parte dei miei ingredienti come la fava, il finocchietto selvatico, l’origano, le mandorle, i capperi (che devono essere cercati tra i campi, raccolti e selezionati manualmente), la ricotta, i formaggi, la pasta fresca, le verdure di stagione, le carni locali… tutto il necessario per la realizzazione dei nostri piatti.

 

Ci dica cosa le è rimasto maggiormente impresso di questa esperienza a 4 Ristoranti.

Questa esperienza è stata fantastica! Il primo giorno l’ansia faceva da padrona ma grazie alla simpatia di tutto lo staff e di Alessandro Borghese la tensione si è allentata e sono riuscita a divertirmi.

 

Qual è stato il momento più bello?

Il momento più bello ovviamente è stato quando, aprendo il Van, sono stata inondata dall’entusiasmo e dall’orgoglio della mia famiglia e della mia squadra; in quel preciso istante ho realizzato la mia vittoria, vittoria che senza di loro non avrei mai raggiunto.

 

E invece il momento più difficile?

Di momenti difficili ce ne sono stati due: il fatto di dover sostenere per prima la prova che mi ha regalato attimi di ansia e tensione; poi quando c’è stato il confronto finale tra tutti e quattro i ristoratori di certo non sono mancati momenti di incomprensione e di conflitto, ma è quello il bello del programma!