Alessandro Borghese sbarca in Sicilia per la terza puntata di 4 Ristoranti, con il compito di scegliere il miglior locale a chilometro zero del Val di Noto, nel ragusano. Tra Modica, Ispica e Ragusa si sfidano personaggi molto diversi fra loro. Salvo Latino del “Mercato di Ispica” dice di essere diventato chef grazie a un'illuminazione e a un'emergenza che lo ha costretto in cucina una sera. Roberto Pulino, della Trattoria Sale e Pepe” di Modica è “semplice come il suo locale” e ama la cucina casereccia della moglie tanto quanto l'arte della chiacchiera a tavola. Le due concorrenti femminili sono Monica Furnaro del “Konza” a Ragusa e Federica Muriana dell'“Osteria dei Sapori Perduti” a Modica, la più giovane del gruppo con soli 24 anni, ma un'agguerrita famiglia alle spalle.

 

4 Ristoranti in Sicilia la sfida più accesa

Si comincia nella sfida di 4 Ristoranti dall' “Osteria dei Sapori Perduti”, che punta sui piatti della nonna e sulla tradizione modicana. Appena arrivati, i commensali storcono subito il naso: non piacciono i tavoli all'aperto sul marciapiede e il dehor è troppo dispersivo. Non riscuotono troppo successo nemmeno il “museo” allestito all'interno e il menù con le foto: “Una volta che il cliente l'ha letto, è già un po' sazio” chiosa Roberto. Durante la cena, Roberto decide di contestare il chilometro zero dei prodotti: viene smentito sui ceci (che sono siciliani), ma si prende la rivincita sulle olive, che in effetti arrivano da fuori. Dubbi anche sulle patate che accompagnano il coniglio, ma in questo caso Borghese si deve fidare, visto che, come dice Federica, “gliele vendono sfuse e ancora sporche di terra”.  Nessuno fiata sui dolci e sul conto: 67 punti in totale per l'“Osteria dei Sapori Perduti”, in attesa del voto dello chef.

Da Modica il gruppo si sposta a Ispica, per assaggiare le portate del “Mercato di Ispica” di Salvo Latino. La location è sontuosa, una “tavola reale” (copyright Federica) con tovaglie ricamate di fino. Interno e facciata sono suggestive, tanto che a Monica sembra di trovarsi davanti a una chiesa: “Qui mancano solo lo sposo e il prete”. I piatti si presentano bene e non avrebbero bisogno della chilometrica spiegazione di Salvo da cattedratico che proprio non va giù ai commensali. Le intricate disquisizioni sui valori nutrizionali dei prodotti, comunque, non lo salvano da qualche scivolone: la cottura del maialino è troppo asciutta e la pannacotta  troppo densa. Lo chef Carmelo la prende molto male e Salvo, per rimediare, toglie i piatti dal conto. Il menù, però, nel complesso se la cava e anche il conto è giudicato adeguato. La presenza assillante di Salvo al tavolo, invece, abbassa il voto del servizio: 66 i punti totali.

 

4 Ristoranti, un chilometro zero da difendere

Tutt'altra ambientazione alla trattoria “Sale e Pepe” di Roberto a Modica. Un cartello fuori dal locale dice “Non fermatevi alle apparenze”, ma i commensali non fanno sconti: “La tenda sembra quella della macelleria”, punge Monica, “Da fuori non mi invoglia ad entrare”, attacca Salvo. Anche Borghese trova qualcosa da ridire nella sua ispezione in cucina: “Questo fornello risale alla prima o alla seconda Guerra mondiale?”. Scintille, poi, al momento dell'ordine: Roberto è un abile paroliere e “raggira” i rivali facendo scegliere loro esattamente ciò che vuole che assaggino. E quando Salvo lo incalza sulle razze della carne che cucina, risponde a tono: “Mi fido del macellaio. Quando non mi fido più, lo cambio”. E se il menù si difende bene con piatti abbondanti e saporiti, non si può certo dire che i prodotti siano tutti a chilometro zero: il prosciutto ha una provenienza indefinita e il gelo (un dolce) alla mandorla di modicano ha solo la ricetta, visto lo sciroppo con cui lo si prepara è stato imbottigliato a Bari. Il servizio alla mano non salva il simpatico ristoratore: 54 punti.

Per l'ultima tappa tocca al ristorante “Konza” di Monica a Ragusa. La location non convenzionale e il design moderno piacciono, anche se per Salvo non c'è privacy fra i tavoli e sembra di stare in autobus. E proprio Salvo è il critico più accanito del menù: prima mette in difficoltà Monica smascherando il suo pescato non a chilometro zero, poi rimanda in cucina un risotto al nero di seppia troppo salato e forte d'aceto. Frecciate anche sul tonno rosso (pulito male secondo Salvo) e sui ravioli (dove per Federica non si sente la crema di fave). Il redde rationem arriva al momento dei dolci: il pistacchio è di Bronte, ma Salvo non ci crede. Chef Borghese allora lo manda in cucina a controllare. Provenienza certificata, ma al ristoratore rimangono dei dubbi: “Il pacco era chiuso, avrei voluto vedere quello aperto...”. Nel giudizio finale, non aiuta certo l'impreparazione di Monica riguardo i prodotti che serve: 60 i punti complessivi, con servizio e menù che abbassano notevolmente il punteggio.

Nell'incontro fra i quattro ristoratori, Borghese scopre le carte e i nodi vengono al pettine: Salvo e Monica non si risparmiano punzecchiature e accuse reciproche, che continuano nel van. Fino all'arrivo all'”Osteria dei Sapori Perduti” di Modica: il voto dello chef conferma quello dei contendenti e Federica è la miglior ristoratrice a chilometro zero del Val di Noto e intasca l'assegno da 5mila euro: per decidere cosa farne, però, dovrà consultarsi con la sua famiglia.