Un ristorante "di sardi, non sardo": un gioco di parole adatto a descrivere la filosofia e la proposta gastronomica della Cascina Ovi, il locale di Francesco Rizzo a Segrate, in provincia di Milano. Sulla sua tavola vengono proposti i piatti della cucina tradizionale della sua terra d’origine, che inevitabilmente non può che essere orientata sul pesce, ma non solo. La location è di quelle d’eccezione perché il ristorante si trova all’interno di una vecchia cascina del 1377, secondo Francesco, una delle più antiche della provincia di Milano. Nell'appuntamento in onda il 22 giugno proprio il suo locale è  tra i protagonisti, alle 21,15 su Sky Uno, della quarta puntata di 4 Ristoranti - Estate che vede chef Alessandro Borghese alla scoperta del miglior ristorante in cascina della Lombardia.


Una bellissima donna anzi una Venere

La Cascina Ovi ha una data di nascita ben precisa: il 29 ottobre 2013. In quel martedì di autunno, che Francesco ricorda ancora nitidamente, ha avuto inizio un nuovo corso all’interno di una struttura che già da diversi anni ospitava un ristorante. Un’avventura nata da subito con caratteristiche ben definite: la passione e l’impegno. Due elementi tipici della tempra sarda che orgogliosamente scorrono nelle vene di Francesco, un uomo “testardo, caparbio”, ma generoso, “anche se un po’ ruvido”. D’altronde per lui lottare è quasi uno stile di vita, perché “avendo sempre praticato sport, sono un agonista nato”. Sarà per questa voglia di primeggiare che, qualche anno fa, per il suo nuovo ristorante ha scelto il meglio che il mercato offriva in quel momento: la Cascina Ovi. Già allora, spiega, “era una donna bellissima, ma oggi è una Venere con molto charme”.


Chef all’opera come in teatro

Per Francesco, infatti, scegliere di fare ristorazione in una cascina non vuol dire “dare solo pane e salame” ma coccolare il cliente con un’offerta figlia di una grande ricerca e accoglierlo in un ambiente rustico ma allo stesso affascinante, “quasi magico”. Quindi non è un caso che appese alle pareti ci siano in mostra stampe e foto di vita contadina dell’antica “Cassine de Ove de la Pieva de Segrà” e, allo stesso tempo, un’ampia vetrata che consente all’ospite di osservare gli chef a lavoro in un roteare di padelle e forchettoni. Francesco ama definire il suo locale un “teatro” dove ogni giorno, lui e i suoi collaboratori, entrano in scena nel tentativo di soddisfare “gli spettatori” a anche Alessandro Borghese. Per riuscirci si avvale esclusivamente del pescato del giorno, preparato in maniera raffinata – anche se è possibile approfittare anche di menu di terra - e di una selezione di etichette di vini di prima scelta, conservati nell’affascinante cantina della cascina.